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In queste pagine puoi consultare l'elenco completo ed aggiornato degli articoli relativi all'attività del Maestro Giuseppe Cataldo, come Direttore artistico e Direttore D'Orchestra, suddivisi per anno di pubblicazione.
2002
2001
2000
Anni Precedenti
2002
10 Marzo 2002: "Il maestro Cataldo in Giappone. Sul Podio per il galà di Verdi".
Da il "Giornale Di Sicilia"
Impegni internazionali per Giuseppe Cataldo.
…il compositore e direttore d'orchestra palermitano dall'82 docente della cattedra di strumenti a percussione presso il
Conservatorio di Musica "Vincenzo Bellini" di Palermo, si prepara a volare a Singapore, dove il 19 e 20 aprile prossimo sarà
impegnato nel gala dedicato a Giuseppe Verdi, che lo vedrà sul podio della Singapore Symphony Orchestra con a fianco il soprano georgiano Eteri Lamoris ed il tenore Sergio Panajia.
Un appuntamento con le più famose arie e sinfonie d'opera verdiane, che fa seguito alla Madama Butterfly prodotta dal Palm Beach Opera, che lo scorso gennaio ha visto Cataldo in Florida dirigere l'opera pucciniana andata in scena con la regia di Renata
Scotto e con, nel ruolo del titolo, il giovane soprano giapponese Chiho Oiwa
considerata tra le più promettenti promesse del suo paese.
"È stato un successo - dice Cataldo, mostrando le recensioni d'oltreoceano - ed una grande sorpresa l'ottima regia di Renata Scotto che da grande soprano qual è, non ha mai penalizzato la musica".
E da rive lontane a sponde più vicine e ricche di tradizione. A dicembre, Giuseppe Cataldo sarà in Germania con i Munchner Symphoniker con cui presenterà la Messa di Cherubini, ma prima lo attende una Bohème in Giappone ancora tutta da definire come la data d'uscita dell'Alzira di Verdi, realizzata per il Teatro Nazionale dell'Opera di Brasilia.
29 Gennaio 2002: "Giovane soprano giapponese vola alto in Madama Butterfly".
Estratto dell'articolo pubblicato sul South Florida Sun Sentinel / Arts &
Entertainment
"Nonostante il limitato numero di orchestrali, indispensabili per raggiungere il clima della più grandiosi opere Pucciniane, il direttore Giuseppe Cataldo ha diretto una esecuzione straordinaria regalandoci una vitale prestazione musicale molto convincente. Il Maestro Cataldo ha trattato la partitura magistralmente, facendo emergere ogni dettaglio in modo chiaro e pulito, raggiungendo così il clima ideale in modo superbo e mostrando anche grande maestria ed eleganza nel fare emergere le onde impetuose del duetto d'amore". (By Lawrence A. Johnson)
29 Gennaio 2002: Estratto dell'articolo pubblicato sul The Miami Herald
"La Butterfly del Teatro dell'Opera di Palm Beach diretta da Giuseppe Cataldo è stata, sia pur marginalmente, di livello superiore a quella della più recente stagione del Florida Grand Opera Theatre." ( By James Roos)
27 Gennaio 2002: "Madama Butterfly alle stele con un'attenzione che fissa ogni dettaglio".
Estratto dell'articolo pubblicato sul "Palm Beach Daily News / Opera Review"
"E' stata una produzione molto soddisfacente sia dal punto di vista visivo che vocale. I costumi sono stati deliziosi, le luci raffinate e la messa in scena geniale e ben eseguita. L'orchestra ha fornito un supporto sostanziale sotto la guida del direttore ospite Giuseppe Cataldo". (By Earl Cunnigham)
2001
8 Gennaio 2001: "Il giusto tempo soggetto al gusto"
Estratto dell'articolo pubblicato sullo "Star-Bulletin" di Honolulu.
"Il Tempo ha giocato un ruolo fondamentale nel più recente concerto dell'Orchestra Sinfonica di Honolulu, Arrivano gli Italiani", con la pianista Marisa Tanzini e il direttore ospite Giuseppe Cataldo, entrambi di Palermo, Italia…
Nella seconda parte della serata la Sinfonia No.4 "Italiana" di Mendelssohn".
Cataldo ha mostrato padronanza dello stile e della struttura. Il suo approccio omofonico nello scolpire l'orchestra conferiva un tocco chiaro e leggero. Molti i momenti esaltanti: il tema di apertura dei violini; il tema delle viole e dei violoncelli ed il passo fermo dei contrabbassi nel secondo movimento; il corno a coro del terzo movimento; il fugato dei fiati e degli archi nel quarto movimento.
I tempi di Cataldo sono sembrati essere molto giusti, da qui il mistero: è stata la sua eccellente interpretazione a far sì che i suoi tempi risultassero appropriati o furono i suoi tempi a rendere l'interpretazione eccellente? Noi crediamo entrambe le cose."
(By Ruth O. Bingham)
Primavera 2001: "EAOSS, fra auguri ed SOS".
Dalla Rivista "Sicilia Tempo".
E trè ! Giuseppe Cataldo estrae dal cilindro la sua terza programmazione - la Stagione concertistica EAOSS 2000/2001 - mantenendo tutte le promesse per sedurre sempre di più il pubblico, saggiamente ed abbondantemente conquistato.
Una stagione eccellente, per scelte musicali importanti ed originali, per qualità d'interpreti e direttori, nel segno della grande tradizione di un Ente che ha il compito primario di "produrre" musica e cultura musicale.
Ma... dicevamo di un "cilindro"... Perché, è bene dirlo subito, questa bella Stagione ha il sapore di una magia, nata com'è fra tante difficoltà d'ordine burocatico - organizzativo e finanziario.
Maestro Cataldo, siamo al Cinquantenario dell'Ente, ma l'atmosfera è di festa?
Quali che siano le situazioni contingenti, gli organi rappresentativi dell'Ente e tutte le maestranze sono impegnate fino all'inverosimile per fare onore a tutte le scadenze ed a tutti gli impegni. Con grandi sacrifici personali, è vero, ma con la volontà di non farsi prendere dallo sconforto e dal pessimismo.
Che possono nascere da che cosa?
Da una situazione consolidata che non proviene dall'interno ma, credo, da una sorta di agnosticismo della Regione.
Eppure l'EAOSS è una delle migliori "creature" della Regione Siciliana. Una "mamma snaturata"?
No. Disattenta. E quindi non pronta a sorreggere la continua crescita della propria creatura, che quindi s'aiuta come può.
Pensi, siamo senza Segretario Generale, non è possibile procedere a ristrutturazioni inteme per mancanza di personale e di fondi.
Ma gli stanziamenti vengono erogati.
Certo, ma servono quasi soltanto per le spese fisse. . L'EAOSS ha un sostegno di 14 miliardi, con 3,5 miliardi dal Ministero.
L'85% è destinato solo alle spese fisse con tutte le conseguenze delle relative lievitazioni che ne assottigliano sempre più l'entità effettiva.
Appena l'11% è destinato agli investimenti, alla produzione artistica: la più bassa percentuale in assoluto in Italia (si pensi al nostro Massimo
con circa il 30!).
Non si può continuare certo con queste anomale proporzioni. Ecco perché programmare una stagione almeno dignitosa (ma crediamo che si tratti di qualcosa di più) è solo frutto di alchimie ed impegni a tutti i livelli decisionali ed operativi.
Ha ragione con la metafora del cilindro!
Ma cosa si può fare per sbloccare l'impasse?
Sin dal mio insediamento ho scritto alla Regione (per i finanziamenti) al Sindaco Orlando (per la sede), recentemente ho sollecitato il Presidente, il Consiglio Direttivo, la RSU ad indire un'assemblea generale dei lavoratori perché tutti siano informati sul reale stato dell'Ente, per una mobilitazione generale che promuova azioni di sensibilizzazione presso tutti gli organi
competenti.
La Regione? L'Assessorato al Turismo?
Sia l'organo tutore che l'intera classe politica, di tutti i settori. Sono convinto che occorre subito l'ossigeno per non giungere al collasso. Se ci sarà l'attenzione sufficiente, con la necessaria revisione degli stanziamenti a favore dell'Ente, allora sarà finalmente possibile il suo effettivo rilancio.
Un "grande appello", insomma.
La nave dell'EAOSS naviga perché la passione di comandanti ed equipaggio sono grandi, ma le macchine devono essere dotate di carburante e governate. Da qui la necessità che vengano adeguati gli stanziamenti, che venga nominato il Segretario Generale, che venga ricostituito il Consiglio dei Revisori.
Al di là di tutto, poche o molte che siano le risorse, devono avere una competente gestione ed un adeguato controllo.
Ma, a proposito di appelli, mi sento d'inviarne uno anche alla Stampa, perché sia sempre più vicina all'Ente. Mi sembra giusto che gli organi d'informazione diano conto non solo dei vari concerti, che spesso si rivelano anche eventi, ma dell'impegno che porta alle pur sofferte iniziative artistiche dell'Ente.
Appello lanciato. Ma torniamo alla Stagione che sta per iniziare.
Il 3 novembre prossimo, con una proposta che può dare da sola l'idea della linea operativa seguita.
L'Orchestra sarà diretta da Moshe Atzmon e sarà impegnatissima in uno dei capolavori emblematici del Novecento: la Turangalìla - Symphony di Messiaen, con pianoforte ed ondes martenot.
Una scelta assai coraggiosa, per una partitura impervia oltre che affascinante.
Come altre scelte, peraltro, che confermano l'impegno di offrire al nostro pubblico, riconquistato con le precedenti programmazioni e le belle prove dell'orchestra, quel seguito logico che doveva riportare - con il necessario senso della misura - al Novecento, a ciò che di valido rìmane di esso, dando altresì spazio a nuove produzioni d'autori meno frequentati, quali Bellafronte, Lorenzo Ferrerò, Antonio Fortunato...
Ma ci sono molte altre pagine belle ma inusuali, quali il Concerto per trombone di GrondhaI, Arvo Part, "Thè Planets" di Holst...
E ci sono altresì alcuni omaggi doverosi che si riferiscono all'occasione del Cinquantenario dell'ente: un concerto dedicato ad Ottavio Ziino proprio per l'occasione, ma anche a Franco Mannino, due protagonisti assoluti della nostra storia.
Due eventi si innestano nella programmazione concertistica: l'Anno verdiano ed il ritorno dell'Ente al Teatro Politeama.
Per Verdi ho previsto l'esecuzione di tutta la produzione sinfonica eseguibile, cioè per sola orchestra, con brani distribuiti nei singoli concerti. Ma in marzo, soldi permettendo (i cori costano ma spero di far tornare lo splendido Coro di Kiev), il Requiem diretto da Alain Lombard.
Per il ritorno al Politeama, poi, un concerto, auspicio di... "Gioia", con la Nona di Beethoven.
Maestro, tré anni difficili ma anche di personali soddisfazioni le renderebbero gradita una reinvestitura, nel 2001 ?
Ho agito fin qui con spirito di servizio, impegnandomi a sanare quanto più possibile nell'ambito delle mie competenze. L'orchestra ha lavorato sul repertorio, affinando i propri mezzi tecnici ed espressivi; abbiamo presentato prime assolute, coinvolto i giovanissimi (La volpe astuta, Haensel e Gretel...) siamo stati ospiti al Festival di RaveIlo... Una riconferma nel ruolo mi vedrebbe impegnato nel proseguire tale servizio, per completare un percorso - mi auguro - apprezzabile e devo dire, obiettivamente anche apprezzato.
Un'ultima domanda, sulla sua collaterale attività di direttore d'orchestra.
È un impegno ridotto, ovviamente. Pur tuttavia, ha segnato grandi momenti di soddisfazione sia nel repertorio sinfonico che operistico (è in corso una ripresa in CD dell'Alzira).
Gli apprezzamenti e gl'inviti mi onorano e rinsaldano un background che mi aiuta non poco nel mio ordinario lavoro di direttore artistico. (Pino Schifano)
Primavera 2000: "Ritorno A Casa". L'Eaoss Ottiene L'ok Dal Comune Di Palermo e Dal Teatro Massimo Per Il Ritorno Dell'orchestra Al Teatro Politeama Garibaldi.
Dalla Rivista "Sicilia Tempo".
L'Orchestra Sinfonica Siciliana tornerà a suonare al Politeama dopo ventisei anni.
È l'avvio di un'ampia rivalutazione del complesso orchestrale, che passa dai locali più
idonei, alle sale di prova, alla resa acustica ad una maggiore disponibilità di posti per un pubblico tradizionalmente molto legato a questa ch'è tra le migliori realtà culturali della Sicilia.
E' stato "Sì". Dopo il lungo, chiamiamolo sinteticamente briefing tra EAOSS, Comune di Palermo e Teatro Massimo, l'accordo è stato raggiunto, con grande soddisfazione dei quattro protagonisti: Leoluca Orlando e Francesco Giambrone da una parte, Alberto Alessi e Giuseppe Cataldo dall'altra. Chi scrive plaude, per aver - attraverso questo giornale - confidato molto nell'intesa, che riporta l'Orchestra Sinfonica Siciliana al Teatro Politeama, da dove manca dai 1974, quando dovette uscirne per ridare spazio all'Opera in esilio.
Quello della sede dell'Orchestra è stato un problema sofferto fin dalle origini. L'orchestra "errante" debuttò il 3 giugno 1958 al Teatro Massimo, si esibì con una certa frequenza (soprattutto per le "Settimane") al Teatro Biondo dove rimase per molti anni. Passò poi al Politeama Garibaldi fra gli anni Sessanta e il 1974, dirottò al Teatro Orione e finalmente passò al Golden, dove in atto opera.
Negli ultimi tempi, il problema della sede - che comporta tutta una serie di fatti organizzativi per l'Orchestra che portano alla resa finale esecutiva e fonica - è stato molto sentito e propugnato dal direttore artistico dell'Ente, Maestro Giuseppe Cataldo e sostenuto con molta determinazione dal presidente Alberto Alessi.
Il ritorno al Politeama - che tuttavia dovrà essere opportunamente ristrutturato per la miglior rispondenza alla funzione, potrà ben risolvere i problemi fondamentali (prove -spazi - posti - pubblico - resa acustica, etc.) ma, a nostro avviso, rappresenta soprattutto la vittoria del dialogo sui fatti della cultura, in questa città che della cultura fa la propria bandiera.
Manca all'appello, in questa positiva, sinergica atmosfera, la voce principale, direi quella della ...mamma, la Regione Siciliana cioè, che ha messo al mondo l'Orchestra - con una delle sue leggi migliori - e, nel tempo, si è tuttavia comportata, non proprio di rado, da matrigna.
È auspicabile che nel prossimo incontro operativo già programmato, anche la Regione vada a far la sua parte che non è solo di carattere finanziario ma che investe non pochi aspetti della tutela e sopravvivenza di questo prezioso Ente. La Stagione 2000-2001 dell'EAOSS si svolgerà, dunque, al Politeama (magari solo con il primo concerto inaugurale ed il seguito dal gennaio 2001 per probabili concomitanze con le programmazioni del Teatro Massimo). È verosimile cosi supporre che le commemorazioni celebrative del 50° anniversario dell'istituzione dell'Orchestra (D.L.P. 19.4.51 n. 19, ratificato con L.R. 18.7.52 n. 40 e succ. mod.) possano svolgersi, già al Politeama e che questo segni l'inizio di un "rinascimento" anche della nostra Orchestra, che sino ad un decennio addietro potè esser definita, da un grande musicologo come Luigi Pestalozza, "Forse la nostra migliore Orchestra" (s'intende, proprio in termini nazionali).
Si sta lavorando molto nel recupero di questa identità e, anche se il cammino è appena ricominciato, tutta una serie di segnali (la Cittadella della musica ideata dall'On. Alessi - con progetto approvato; l'Accademia Giovanile per Orchestra e Coro, proposta dal Maestro Cataldo, il grande ritomo del pubblico alla sua "Sinfonica" etc.) fanno bene sperare.
Rimane del tutto incomprensibile quindi - come di tanto in tanto s'apprende - che qualcuno possa ancora remar contro questa ch'è fra le migliori delle nostre realtà.
(Pino Schifano)
2000
4 Dicembre 2000: "Una tempesta di applausi si abbatte sulle Quattro Stagioni".
Estratto dell'articolo pubblicato sul The Hamilton Spectator / Entertainment .
…"Il Maestro Cataldo ha sempre ben tenuto in primo piano ed in evidenza il suono delicato e grazioso di Wood.Questo ha voluto dire tenere il "tutti" un po' distante e in scala ridotta piuttosto che rendere le meravigliose pitture musicali di Vivaldi vivacemente immediate ed irresistibili.
Detto ciò, Wood e Cataldo hanno modellato la musica in modo magnifico e sicuramente convincente ed i primi strumenti dell'orchestra sono intervenuti con effetto.
In genere, quando il pubblico applaude tra i movimenti mi fa piacere, significa che c'è gente nuova fra il pubblico e questo è positivo. Ma la claque fu così persistente che si è temuto di avere applausi anche fra un tuono e l'altro durante la tempesta dell'Estate.
Il momento di maggiore interesse della serata è stato quello della Sinfonia in Re di Cherubini. Sinfonia di raro ascolto, un pezzo di enorme fascino che spicca anche in un programma per altri versi già affascinante.
Qui Cataldo è stato libero di modellare la musica e di richiedere all'orchestra coraggio, passione e impegno e lo ha fatto splendidamente.
Cataldo, Italiano di Palermo, è un musicista elegante e di grande guida, con una vasta esperienza e un profondo interesse per la nuova musica. Forse un giorno ci potrà regalare degli altri momenti come questo". (By Hugh Fraser)
13 Ottobre 2000:
Estratto di un articolo pubblicato su Süddeutsche Zeitung - rubrica Münchner Symphoniker -
"... Con la Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak si ritornava a qualcosa di ben noto e qui veniva il grande momento del Direttore e dell'Orchestra. Giuseppe Cataldo, Direttore dell'Orchestra Sinfonica Siciliana a Palermo, limitava all'inizio la sua gestualità col prioritario obiettivo di tenere saldamente insieme i Münchner Symphoniker relativamente all'andamento ed al ritmo.
Quanto avesse ragione nel fare ciò, lo dimostravano le molteplici possibilità di rafforzamento espressivo e di incremento dinamico a cui egli poi poteva attingere; ad esempio, la breve spinta in avanti prima della ripetizione del primo movimento otteneva così un immenso significato drammaturgico.
E i Symphoniker con le sezioni strumentali che si amalgamavano con morbidezza, precisione e grande slancio realizzavano molto di più del lavoro ben fatto che erano soliti fare: applausi scroscianti per una rappresentazione che ha tenuto in tensione ogni secondo". (Johannes Rubner)
Maggio 2000: "Sette mesi di grande musica".
Pubblicato su "Sicilia Tempo".
La 42° Stagione dell'EAOSS (nel Cinquantenario dell'istituzione dell'Ente) - proposta dal direttore artistico ed approvata dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente.presieduto da Alberto Alessi - si muove nell'ambito di una scelta articolata fra grande repertorio ed un Novecento di capolavori indiscussi e compositori italiani di più rara frequentazione. I tré cicli tradizionali - serale, pomeridiano e domenicale - copriranno l'area di ben sette mesi, dal 3 novembre 2000 al 3 giugno 2001 con 28 proposte di assoluto pregio.
Inaugurazione ancora al Golden all'insegna di un capolavoro del Novecento (1948) di rara esecuzione ma dall'impatto assai affascinante per effetti sonori (ondes martenot) magniloquenza orchestrale (almeno 115 esecutori): i dieci brani della Turangalila - Symphony di Messiaen, dal timbro inebriante, saranno diretti il 3 - 4 - 5 Novembre da Moshe Atzmon con Valerle Hartmann - Claverìe alle ondes martenot e il pianista Roger Muraro.
Prendendo il meglio (se così si può dire) dell'intera Stagione, segnaliamo il violinista Schiomo Mintz (Bruch) il 10 novembre; la sinfonia concertante di Bellafronte e la 13 di Nielsen (17 nov.); la Romanza per armonica di Williams (24 nov.); il Concerto per trombone di GrondhaI e la Sinfonia serena di Hindemith (1 die.); la Q3 di Shostakovic ed Akiko Suvanai al violino per Brahms (15 die.). Nel 2001 si torna al Teatro Politeama, il 12 gennaio, con un concerto che si definisce da solo: 5° concerto per piano e 9" Sinfonia di Beethoven diretti da Hubert Soudant con Buchbinder al piano ed il Coro di Kiev; un duo d'eccezione - Yuri Bashmet, direttore e solista, e Vietar Tretiakov il 19 gennàio; il grande soprano Eteri Gvazava, diretta da Chrìstìan Arming il 26 gennaio con Verdi e Wagner; per il Cinquantenario dell'EAOSS la Sinfonia degli Oceani di'Mannino (2 feb.); Isaak Karabtchevsky dirige il 9 febbraio; La Licata suona 16 febbraio (3° di Prokoviev); Alastairs Greig e Bartok (musica per archi celesta e percussioni) con il violino di Marejn Simons il 23 febb; i Kindertotenlieder dì Mahier il 2 marzo; Alain Lombard dirige il 9 marzo ed il 1marzo per l'Anno verdiano con il Requiem; una proposta insolita con una VII di Ciaikovsky (una "ricostruzione" operata da Bogatryryev) diretta da David Geringas il 23 marzo; Angelo Faja e Michaela Ursuleaza impegnati con Part, RaveI e Britten il 30 marzo; Il Mandarino meraviglioso di Bartok è diretto da Renzetti il 6 aprile; Mass di Stravinsky e lo Stabat Pergolesi il 13 aprile (in "fuori stagione"); la X di Shostacovic il 20 aprile; finalmente "Thè Planets"di Holst il 27 aprile (ma c'è anche il pianista Barry Douglas); il concerto per violoncello e orchestra di Ferrerò fa buona compagnia a Verdi, Debussy, e Ravel il 4 maggio; Mathis der Maler di Hindemith è diretta da Faja l'11 maggio; per il Cinquantenario dell'EAOSS un concerto dedicato al suo grande direttore Ottavio Ziino, diretto da Anton Guadagno il 18 maggio; la V di Mahier diretta da Daniel Oren in un favoloso concerto che prevede anche il K 271 di Mozart eseguito da Marìsa Tanzini (il 25 maggio); chiusura da "favola" con Sheherazade e il concerto per violino n.1 di Paganini con Karabtchevsky direttore e Borìs Belkin al violino, nell'ultimo concerto dal 1 ° al 3 giugno 2000. (Pino Schifano)
Maggio/Giugno 2000: "Festival di Ravello per l'Orchestra Sinfonica Siciliana".
Dalla Rivista "Sicilia Tempo".
La tradizionale stagione estiva dell'Eaoss prosegue - senza soluzione di continuità - quella '99/2000 che si conclude con una serie di bei concerti a degno coronamento di una programmazione che ha visto esecutori e musiche di alto gradimento con un successo dell'Orchestra che promette bene anche nel breve periodo. Il Programma estivo, infatti, va dal 9 giugno alla fine di luglio, quando, a conclusione di nove mesi di intensa attività l'Orchestra andrà in Campania (28, 29, 30) ospite del Festival Internazionale di Ravello.
Una tournée prestigiosa, che il Direttore artistico Giuseppe Cataldo ascrive a suo merito e che vedrà la nostra compagine orchestrale impegnata nella prima esecuzione del poema sinfonico "Amieto" di Nestore Caggiano, ottocentesco compositore del luogo.
La programmazione estiva è intestata al Ciclo giovani interpreti con l'intento di privilegiare musicisti siciliani - direttori o concertisti - di comprovato talento, ancorché giovani. Sei i programmi concertistici, itineranti secondo tradizione e che toccheranno quindi diverse sedi siciliane a partire da Palermo, con concerto inaugurale del 9 giugno al Golden, che vedrà impegnata nel 3° concerto di Beethoven la brava pianista catanese Stefania Cafaro, già nota ed apprezzata dal pubblico palermitano ancor meno che ventenne in un concerto per gli Amici della Musica. Il programma prevede anche la Sinfonia n. 104 di Haydn sotto la direziono di Gaetano Colajanni (il 10: Mazara del Vallo; I'11, Ospedale Militare di Palermo). Giuseppe La Licata e il Direttore K. Morsi saranno a Villa Lampedusa (Palermo, 15, giugno; Modica 16 e 17 giugno e Mazara del Vallo, 20 giugno) con Beethoven e Mozart (concerto K 467). Ancora a Villa Lampedusa (23 giugno), e poi a Capo d'Orlando (24), Cefalù (25), Termini Imerese (27), con il Direttore Angelo Faja, il violoncellista Salvatore Sanfilippo ed il violinista Massimo Barrale. A Sant'Agata di Militello (30), Cefalù (1 luglio) e Spasimo (2) Salvatore Magazù (Dir.) e Gloria Maria Ferrari (pn.): 7" Sinfonia di Beethoven più una prima esecuzione in Sicilia di un concerto per piano ed orch. di Franz Xaver Wolfgang Mozart (ultimo figlio di Amadeus) e Les Preludes di Liszt. Il 6 luglio a Milazzo, il 7 a Sant'Agata di Militello, l'8 a Cefalù ed il 10 al Teatro Greco di Siracusa (in occasione del Premio letterario Vittorini) con il Direttore Michele Santorsola e Sergio Lazzeri al fagotto. Mendelssohn e Beethoven per i concerti del 13, 14, 15 luglio rispettivamente alle Mura Timoleontee di Gela, a Sciacca ed a Capo d'Orlando con la direziono di A. Liebrech.
Conclusione il 20,21, 22 luglio, a Giardini Naxos, Sant'Agata e Castelbuono con un festoso programma diretto da S/'/wo Barbato. Quindi, come s'è detto, a Ravello, dove, oltre all'Amleto, l'Orchestra sarà impegnata con la 1a di Mahler sotto la direziono di Moshe Atzmon (si prevede una diretta radio). Al prestigio dei luoghi d'arte campani si aggiunge quello dei siti isolani e così al Teatro Greco di Taormina e alla Villa Bellini di Catania un'affascinante Prima europea con un concerto di Dyonne Warwick, per la quale sono state preparate apposite orchestrazioni. Chiusura della tournée il 3 agosto al Festival Internazionale Città di Noto. (Pino Schifano)
Anni precedenti
Autunno 1999: " Il pubblico riscopre la Sinfonica". Al via dal 5 Novembre
la 41°Stagione Sinfonica dell'E.A. Orchestra Sinfonica Siciliana.
Estate 1998: "Nell'officina della musica si tracciano Percorsi di Stile ".
Settembre 1997: "La stagione estiva del Teatro Massimo ha proposto: Opera- Laboratorio: Omaggio a Donizetti e Menotti".
16 Marzo 1996: "Xilofono e magie dell'Orchestra da camera di Palermo".
22 Aprile 1995: "Un doppio Mozart dal suono vellutato: serata maiuscola".
19 Luglio 1991: "Stravinski secondo Lollo Franco e Cataldo".
Maggio 1991: "Picture Number two" di Giuseppe Cataldo e Giuseppe Costa.
29 Giugno 1988: "Parla il giovane musicista palermitano, recente produttore del disco "Sincronie".
Giugno 1988: "Picture number one" di Giuseppe Cataldo & Giuseppe Costa.
31 Maggio 1988: "Si presenta oggi "SINCRONIE" disco di Giuseppe Cataldo".
Autunno 1999: "Il pubblico riscopre la Sinfonica". Al via dal 5 novembre la 41ma Stagione Ufficiale dell'E.A. Orchestra Sinfonica Siciliana
Dalla Rivista "Sicilia Tempo".
Giuseppe Cataldo, Direttore artistico, raddoppia e si lancia deciso verso la Stagione 2000 - 2001 con idee sempre molto precise e programmi, anche futuri, già delineati.
Nel presentare la 41a Stagione - 1999-2000 - dell'EAOSS, è consapevole di aver centrato diversi obiettivi (la pratica dell'orchestra al "repertorio", il ritorno degli abbonati, la penetrazione culturale verso il pubblico giovanile...) ma il suo chiodo fisso - facilmente condivisibile - è quello della "identità" dell' Orchestra. E alla nostra domanda sul chiarimento definitivo di questo "pallino" ( guardare aI riappropriarsi della "Contemporanea" oppure modello di una Gewandhaus custode della tradizione classica) risponde deciso: prima la padronanza sul repertorio, l'affinamento di un proprio suono e di un proprio stile riconoscibile e poi anche il ritorno alla musica contemporanea con la 42" Stagione.
Ma il tallone d'Achille è il luogo, dove tutto ciò dovrebbe "forgiarsi", una sede che abbia tutte le caratteristiche necessarie.
E su questo punto si è tutti daccordo: Consiglio, Sindacati e Presidente il quale, non ricevendo mai alcuna risposta definitiva - sì o no - dal Sindaco Orlando sull'annosa questione del ritorno al Politeama, mentre da una parte la sollecita, dall'altra non si ferma e sortisce un encomiabile exploit comunicando l'assegnazione da parte del CIPE dello stanziamento di ben 190 miliardi per il finanziamento dello studio di fattibilità da lui caldeggiato e presentato dall'Eaoss per la realizzazione a Palermo della Cittadella Euromediterranea della sinfonia e della cultura musicale da realizzare nel più breve tempo possibile. (Pino Schifano)
UN NUOVO CORSO
"II percorso stilistico che l'Orchestra Sinfonica Siciliana sta seguendo attraverso
le mie due prime programmazioni, ha già prodotto ottimi risultati: da un punto di
vista artistico ho già potuto apprezzare l'evoluzione dell'intera orchestra che ha,
senza dubbio, innalzato il proprio standard qualitativo. E questa mia valutazione
è oltremodo avvalorata dai giudizi lusinghieri che arrivano dai direttori e dai solisti.
Un altro importante traguardo raggiunto è quello che vede in primo piano il pubblico:
la scorsa stagione concertistica non solo sono stati stipulati 600 nuovi abbonamenti,
ma abbiamo riportato in sala i 1.800 affezionati storici che, da alcuni anni, disertavano le esibizioni.
Possiamo adesso contare su quasi 3.000 presenze per ciclo di concerti e quest'anno pensiamo di incrementarne ulteriormente il numero. Non bisogna, infatti, sottovalutare la capacità analitica e la sensibilità di un pubblico che è fortemente ricettivo nel percepire i cambiamenti in positivo di un'orchestra che ha ritrovato il gusto della ricerca".
Nell'ambito di un progetto che si prefigge come obiettivo di educare il gusto
musicale delle nuove generazioni, l'anno scorso è stato avviato un nuovo corso
che punta al coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado: l'iniziativa Hànsel
e Gretel; ha presentato alle scolaresche l'opera in forma di concerto e proprio
in quell'occasione gli studenti hanno dimostrato un interesse che è andato al di là
del semplice ascolto. Si.è infatti riusciti a coinvolgerli attivamente ed a renderli
protagonisti. Proprio per alimentare questo percorso, a dicembre sarà portata in
scena La piccola volpe astuta di Janàcek che per il suo contenuto comico-fiabesco
può essere senz'altro apprezzata da un pubblico giovane. L'opera verrà pro-
posta in forma semiscenica, i concerti saranno preceduti da alcune brevi rappre sentazioni teatrali mirate ad un coinvolgimento degli studenti delle scuole medie
inferiori e superiori. Un altro progetto a me molto caro, e che spero di avviare nel
più breve tempo possibile, riguarda la creazione di un'Accademia Giovanile del-
l'Orchestra Sinfonica Siciliana: un vivaio di giovani talenti per creare grandi
musicisti e per dare vita anche a nuovi sbocchi occupazionali" .
Maestro Giuseppe Cataldo - Direttore artistico dell'Eaoss -
Estate 1998: "Nell'officina della musica si tracciano Percorsi di Stile".
Dalla Rivista "Sicilia Tempo".
Fra le "note" liete del mondo culturale siciliano, la ritrovata "normalità" operativa dell'Ente Autonomo Orchestra Sinfonica Siciliana è l'evento che ci coinvolge particolarmente, essendo ampiamente noto il nostro pensiero su portata e valore dell'Istituzione e del suo braccio operativo, l'Orchestra, che non di rado abbiamo definito tra i più bei "prodotti" della Sicilia.
C'è finalmente un Presidente, Alberto Alessi, non solo designato ma già all'opera (appena insediato, ha messo subito sul tappeto due problemi basilari sui quali intende impegnarsi a fondo: creare stabilità, armonia e collaborazione all'interno dell'Ente e fornirlo di un proprio Auditorium adeguato all'Orchestra ed alla sua funzione istituzionale. Insomma, volendo garbatamente giocare sull'estrazione politica del neo Presidente, un'Orchestra Vela della grande musica in Sicilia); c'è un Consiglio d'Amministrazione fresco di nomina e ricco d'elementi preparati e competenti; c'è un Direttore artistico, Giuseppe Cataldo, che lavora già da alcuni mesi e che in tempo reale ha radicalmente capovolto ogni prematura e preconcetta perplessità sulla sua competenza e sulle sue capacità organizzative e programmatorie.
Il suo ritratto potrebbe essere condensato in due dati obiettivi. Il primo: in soli due mesi ha programmato e definito (il che equivale a "salvato") una Stagione concertistica - la 40° ! - dai contenuti invero assai equilibrati e quanto a repertorio e quanto ad interpreti (basta qui ricordare Uto Ughi per l'inaugurazione, Rudolf Buchbinder, Krilov, la Viktoria Mullova...); il secondo: gli abbonati sono cresciuti di oltre seicento unità. I due dati non possono non essere in relazione. E se questo è vero, come chiaramente appare, c'è da dire che uno degli assunti principali del nuovo direttore - cioè quello di riconciliare l'orchestra col pubblico - ha già registrato un successo su cui pochi erano disposti a scommettere.
E non certo, quindi, per la maggiore presa del programma, la cui impostazione denota, invece, sicura conoscenza delle ragioni interne all'Orchestra, delle sue potenzialità, potremmo anche dire del suo "stato di salute".
Incontriamo questo quarantacinquenne musicista, aperto e cordiale, solo apparentemente timido, ma conscio, invece, delle proprie responsabilità e sicuro di come assolverle. Un Direttore artistico non è una figura astratta - ci dice subito, convintissimo - Né può essere un velleitario.
Una bella - o elegante o "impegnata" - impaginazione presuppone sempre un dato certo: l'esecuzione. Che deve essere adeguata al brano, al suo Autore, al suo stile, al suo linguaggio. E non dimenticando mai la dovuta attenzione all'interprete.
Tutto ciò va costruito. Con pazienza, con abilità artigianale.
L'Orchestra è come un'officina di abilissimi artigiani, che deve trovare una propria "identità" in un unicum che diventa la cifra artistica che fa riconoscere, fra le tante, quell'Orchestra, con quelle specifiche caratteristiche esecutive. E allora bisogna riprendere il discorso dal recupero della tradizione, non per tornare indietro, ma perché il suo approfondimento stilistico da corpo ai singoli valori di ciascun orchestrale e dell'Orchestra nel suo complesso. Il Direttore artistico deve incidere sul "suono" dell'Orchestra e l'ascoltatore deve essere abituato ed aiutato a capire quel "suono", diverso per Haydn e per Beethoven, per Mozart o per Brahms o per Mahier.
Altrimenti, si esegue musica solo per ascoltare armonie e belle melodie, non stili. Non c'è nulla se non c'è la ricerca dello stile.
Questo è quello che. mi prefiggo di fare. Il potenziale esecutivo dell'Orchestra è ottimo. Ma deve diventare anche un "collettivo" ottimo. E per questo occorrono delle fasi, dei passaggi obbligati con una modularità del percorso di lavoro all'interno della musica: compito di un direttore artistico consapevole ma - che non si sottovaluti - anche "stabile".
Il discorso c'intriga e ci fa insistere sul tema: noi siamo anche orgogliosi di avere un'Orchestra che ha dato straordinari risultati nell'esecuzione di musica contemporanea. Grazie all'Eaoss ed all'Orchestra Siciliana si è realizzata una parte considerevole della nostra educazione alla Nuova Musica o a quella del Novecento toucourt.
"È vero, e tutto questo rimane come patrimonio storico dell'Orchestra.
Ma non basta. Il nostro compito deve essere anche quello di traghettare l'Orchestra ed il suo pubblico verso il terzo millennio. Noi dobbiamo essere
"innovativi" attraverso il gusto della ricerca, dobbiamo sì cogliere lo spirito dei vari linguaggi e far "crescere" il pubblico attraverso la loro conoscenza e comprensione ma badando - attraverso la valorizzazione ed il rispetto dello stile - a ciò che dobbiamo salvare per decidere "cosa portare nell'altro secolo". Fermarsi a qualche forma di specializzazione, potrebbe anche avere qualche inconveniente e, come ha detto qualcuno che certamente se ne intende, "il percorso alternativo non può essere un alibi culturale". Ritorniamo alla programmazione e rileviamo che non uno solo dei 24 programmi concertistici dei sette mesi coperti dalla Stagione sia... discutibile, per così dire, essendo invece, ciascuno, a suo modo accattivante. Ma a nostro avviso, il gioiellino incastonato nella stagione è quell'Hànsel und Gretel che, in forma di concerto, è la vera e propria strenna natalizia dell'Eaoss per grandi e per piccini.
"E l'inizio d'un discorso educativo alla musica rivolto ai giovanissimi e per questo stiamo coinvolgendo alcune scuole di Palermo, gl'insegnanti di Educazione musicale, Educazione artistica, di Lettere etc.
I giovani studenti rappresentano il pubblico di domani ed a loro dobbiamo guardare, anche ricorrendo all'intermediazione di altre forme d'arte e dello spettacolo: le marionette, ad esempio, o, come per Hànsel und Gretel, attori e trampolieri che caratterizzano alcuni personaggi del racconto...".
Abbiamo la netta sensazione che l'ufficio del Maestro Cataldo stia diventando una seria fucina d'idee. E ne abbiamo subito la conferma con l'enunciazione di un progetto a dir poco esaltante: la creazione di un "Laboratorio d'orchestra e coro per la musica lirico-sinfonica e da camera" (ne riferiamo a parte). Fucina, dicevamo, anzi laboratorio... C'è da credere che i prossimi mesi saranno, molto verosimilmente, ricchi di notizie - speriamo sempre più promettenti - per l'Eaoss, l'Orchestra e quanto attorno ad essa gravita. E ci sembra anche il caso di rimarcare che il mondo dell'informazione, così ricco di notizie "eclatanti" nei momenti difficili per l'Ente, riprenda a dedicare ampi spazi a questa sua meritoria rinascita che, riguardando un bene "pubblico", ci riguarda dunque tutti, direttamente e molto da vicino. (Pino Schifano)
IN PROGETTO ANCHE UN LABORATORIO D'ORCHESTRA E CORO PER LA MUSICA LIRICO-SINFONICA E DA CAMERA.
Il progetto di un "laboratorio" musicale nasce dall'esigenza di creare un organismo (attualmente inesistente in ambito regionale) con una doppia valenza - formativa ed occupazionale - che dia a centinaia di giovani musicisti, attraverso selezioni annuali, la possibilità di raggiungere quell'alta professionalità qual'è richiesta al musicista, oggi: un vero e proprio centro altamente specializzato per la formazione di musicisti d'orchestra.
Un laboratorio (scuola-lavoro), insomma, che metta in grado giovani, prevalentemente siciliani, di andare incontro alle scadenze comunitarie con serenità, perché professionalmente capaci di competere in campo europeo.
Un progetto così concepito potrebbe diventare rappresentativo di una regione europea e al centro del Mediterraneo come la Sicilia, che senta il dovere di promuovere, sostenere e valorizzare i propri prodotti, compresi quelli culturali, che costituiscono elementi insostituibili della propria identità.
Settembre 1997: "La stagione estiva del Teatro Massimo ha proposto: Opera- Laboratorio: Omaggio a Donizetti e Menotti".
Dalla Rivista "L'Opera".
Ars Nova con Opera-Laboratorio e la collaborazione del Teatro Massimo e dell'Assessorato Comunale alla Cultura ha organizzato dei corsi di perfezionamento e un laboratorio per registi, scenotecnici, ballerini, mimi, cantanti e strumentisti, culminato nell'allestimento di un omaggio donizettiano e un omaggio a Menotti. Un modo per mettere subito a profitto lo studio nella concretezza dello spettacolo, di cui si sono constatate alcune prove positive già nel dittico donizettiano, I pazzi per progetto e Il campanello, presentati al Palladium di Villa Castelnuovo.
Nel Campanello, su cui si appuntavano maggiori attese, l'aspetto farsesco non attingeva però a una vera "verve".
…E se Giuseppe Cataldo imprimeva energica incisività alla linea strumentale, con un apprezzabile Coro preparato da Fabio Ciulla, nel cast degli interpreti emergevano, vocalmente, Loredana Arcuri e, per disinvoltura scenica, Alessandro Battiato.
(Sara Patera)
16 Marzo 1996: "Xilofono e magie dell'Orchestra da camera di Palermo".
Da il quotidiano "Il Mediterraneo".
Palermo - Intrisi d'eurocentrismo, con qualche dose abbondante d'influenza americana, anche in musica ci capita di rivolgere distrattamente l'orecchio verso Oriente. Eppure Toshiro Mayuzumi, nato a Yokohama nel 1929, ha intessuto legami, culturali ma anche ideologici, con un narratore molto noto in Occidente come Yukio Mishima (ha trasformato in opera il suo Padiglione d'oro e scritto le musiche di scena per Rose e pirati; bene ha fatto quindi l'Associazione Musicale "Progetto Musica" a proporre, per la inaugurazione della propria stagione musicale, il Concertino per xilofono e orchestra, un brano del 1965 che è tappa di un viaggio che Mayuzumi avrebbe continuato col successivo Concerto per percussioni e fiati dell'anno seguente.
A capo dell'Orchestra da Camera di Palermo, Giuseppe Cataldo ha mirabilmente tenuto sotto controllo lo stile graffiante, quasi prokofeviano dei due movimenti esterni del Concertino per xilofono e orchestra.
In clima di piena classicità, invece, gli altri due brani in programma: una neoclassicità, quella della Prima sinfonia di Prokofev, una classicità vera quella della Sinfonia n. 86 di Haydn, che ha trovato in Cataldo una lettura severa: sin dalle prime 21 battute, che sfociava poi in una profondità interpretativa nel Largo in sol maggiore; Cataldo ha dato una impennata alla sua perfetta orchestra nell'Allegro con spirito conclusivo, reso con toni energici, ma con intensa drammaticità. (Sergio Alberini)
22 Aprile 1995: "Un doppio Mozart dal suono vellutato: serata maiuscola".
Da il quotidiano "Il Mediterraneo" - Rubrica: Società & Cultura -
"Successo. Buona la prova dell'Orchestra da Camera di Palermo diretta da Giuseppe Cataldo. In programma anche una Serenata di Dvorak.
Una pulizia di suono da manuale, una precisione metronomica nelle agilità; tutte senza minimi strascichi: per l'Orchestra da Camera di Palermo, diretta giovedì sera da Giuseppe Cataldo un successo non solo di applausi ma soprattutto e finalmente un successo della musica. Una prova così buona da poter essere ipercritici.
In ordine, il primo brano in programma, il Divertimento in Re Magg. K136 di Mozart, appariva di una lucentezza smagliante: precisione negli attacchi e nelle code, incisivi i passaggi, ben delineati i colori; ancora Mozart nel secondo brano in programma, il concerto K414, pianista Giusi Groppuso, dal tocco perfettamente mozartiano, che, benché qualche piccola emozione nel primo tempo, ci ha regalato uno squisito Rondò.
Anche l'orchestra ha dato qui il meglio di se: impeccabili gli attacchi, caldo e vallutato il corno di Tommaso Santangelo, superba l'acustica progettata da Angelo Italia.
Il tutto concluso da un'accorata Serenata per archi di Antonin Dvorak, restituita ad una dimensione intima e cameristica. Anche se di musica da camera non si tratta, si è potuto gustare il tema del primo movimento, ripreso poi nel quinto, e una frase di sapore vagamente rotiano nel quarto tempo.
Un romanticismo ben marcato, mai mellifluo. Gli ingredienti di questa prova, sicuramente apprezzabile, sono tutti giovani: a cominciare dalla pianista, appena ventiseienne, fino a Giuseppe Cataldo, giovane direttore emergente, titolare della cattedra di percussioni al Conservatorio di Palermo.
E infine l'orchestra, nella quale, a parte qualche musicista preso "a prestito", serpeggiava in maniera tangibile grande entusiasmo e affiatamento.
Sono gli stessi membri di altre orchestre cittadine, che hanno già in repertorio il programma che eseguivano. Ma giovedì sera hanno messo molta più grinta". (Santi Centineo)
19 Luglio 1991: "Stravinski secondo Lollo Franco e Cataldo".
Da "Il Giornale di Sicilia"
…Histoire du soldat (che stanno portando in giro proprio in questi giorni in diversi centri della Sicilia e che qualche sera fa è stato proposto nell'ambito di "Montepellegrino Festival '91"…
Dunque un solo narratore (lo stesso Lollo Franco) impegnato a sostenere tutte le parti, e il piccolo ensemble strumentale (sono sette esecutori in tutto) oltre al direttore (che è Giuseppe Cataldo); niente impianto scenico, né costumi, né mimi.
…I pregi di questa produzione stanno soprattutto nell'esecuzione musicale che è nel complesso corretta, ma trattandosi di una partitura come questa, fitta di insidie, non è poco. (Francesco Giambrone)
Maggio 1991: "Picture Number two" di Giuseppe Cataldo e Giuseppe Costa.
Da "Musica Jazz" - Rassegna Mensile d'informazione e Critica Musicale -
A due anni dal notevole "Picture Number One", Giuseppe Cataldo e Giuseppe Costa confermano di essere un sodalizio tra i più importanti nell'odierno jazz italiano. Tutto in questo nuovo disco marcia alla perfezione, anche perché i due musicisti palermitani sono dei perfezionisti in quel che concerne il lavoro preparatorio. Le composizioni hanno una evidente coerenza interna, a cominciare da Valeria Song, una ballad che per logica e contabilità parrebbe concepita da un Benny Golson.
Gli arrangiamenti investono una certa complessità di disegno, per stabilire incroci e impasti di chiara vitalità. Stavolta, inoltre, si è rivelata importante la scelta dei musicisti: Cataldo e Costa sono andati a Roma e hanno reclutato alcuni tra i più personali solisti oggi in circolazione, il che ha contribuito ad incrementare la mobilità d'assieme. Ne è un esempio il brano Fast Food, che si apre su un singolare duetto di tromboni, evolve verso una specie di Salt Peanuts anni Novanta e finalmente spicca il volo verso lo swing più atletico.
In generale si tratta di un jazz senza aggettivi, che assorbe le più disparate esperienze (da Gil Evans ai Jazz Messengers) per arrivare peraltro ad un quadro molto omogeneo.
(Giuseppe Piacentino)
29 Giugno 1988: "Parla il giovane musicista palermitano, recente produttore del disco "Sincronie".
Dal quotidiano "L'Ora".
L'INTERVISTA di questa settimana è con Cataldo apprezzato batterista Jazz con all'attivo prestigiose collaborazioni con artisti americani del calibro di John Lewis, Àrchie Shepp e Gii Evans, ed anche timpanista e percussionista nell'Orchestra Sinfonica Siciliana ed in quella del Teatro Massimo.
Docente di percussione al Conservatorio di Trapani, ha fatto parte del Gruppo Strumentale di Musica da Camera dell'Eaoss.
Ma il nome di Giuseppe Cataldo è, in questi giorni, particolarmente legato al recentissimo disco "Sincronie" del quale egli è stato ideatore e promotore.
Perché questo disco?
"L'idea nasce dalla volontà di mostrare come in questa città vi siano ancora delle energie e delle capacità che, se opportunamente stimolate, sono in grado di produrre qualcosa di interessante".
Quali le maggiori difficoltà incontrate per la produzione del disco?
"Ovviamente quelle economiche. All'inizio speravo in un contributo del Cims che purtroppo non è arrivato, costringendomi ad un impegno finanziario personale rilevantissimo. Un aiuto fondamentale mi è stato offerto dal Centro " Reinhardt" che ha coperfo le ultime spese, quelle che non ero più in condizioni di sostenere".
Quanto è costato il disco
"A me venti milioni e una decina al "Reinhardt".
Voglio, a questo proposito, ringraziare tutti gli strumentisti che hanno partecipato alla realizzazione del disco senza richiedere alcun compenso.
E con loro voglio ringraziare anche il professore Paolo Emilio Carapezza per il sostegno culturale prestatoci.
Cosa spera di ottenere da questa iniziativa?
"Se parliamo di profitti economici, nulla. Il disco non è nato con scopi commerciali e quindi la sua vendita nei negozi sarà puramente simbolica. Abbiamo realizzato solo quelle mille copie necessarie ad una distribuzione all'interno di un certo circuito musicale. L'obiettivo che mi proponevo era quello di dare il "la" a produzioni simili.
È con piacere, dunque, che anticipo la prossima realizzazione di altri due album; uno dedicato ai compositori palermitani dell'ultimissima generazione; l'altro, più impegnativo, ai più anziani ed affermati musicisti siciliani: Sciarrino e Clementi tra questi.Per i due progetti avremo l'aiuto del Teatro" Massimo.
Nel disco " Sincronie" vi è anche una tua composizione. È il preludio ad un nuovo indirizzo nella tua carriera di musicista o rimarra un'episodio isolato?
"Mi sono spesso occupato di arrangiamenti di vario genere ma non ho mai pensato alla composizione come lavoro al quale dedicare tutte le proprie energie.
Ho scritto "Sotterra" (il nome del brano ndr) di proposito per il disco ma non penso di dedicarmi, in futuro, alla composizione. (Giovanni La Barbera)
Giugno 1988: "Picture number one" di Giuseppe Cataldo & Giuseppe Costa.
Da "Musica Jazz" - Rassegna Mensile di Informazione e Critica Musicale -
Credo che la forza di questo disco, ed è una non trascurabile forza, non risieda negli assoli, bensì nella scrittura. Se si volesse trovare ad ogni costo un termine di paragone bisognerebbe fare un solo nome: Horace Silver. Anche se la musica è sensibilmente diversa, l'invenzione melodica di Cataldo & Costa è altrettanto immediata, ricca di sapori e vivacissima. Spiccano, in questo senso, lo scattante brano d'apertura composto da Cataldo e la "B" Suite scritta da Bonafede e la cui apertura, modulata su un ostinato plafond del contrabbasso e della batteria, lancia i fiati ad altissimo livello.
Il binomio palermitano, dunque, entra ufficialmente nella scena del jazz con una prova eccellente. Tra l'altro è ben difficile trovare un sestetto in grado di aver lo stesso impatto di una big band. (Giuseppe Piacentino)
31 Maggio 1988: "Si presenta oggi "SINCRONIE" disco di Giuseppe Cataldo".
Da il "Giornale di Sicilia".
Cinque immagini in musica, protagonista la Sicilia. I brani si collegano tra loro come atti di un dramma cosmico. Fuoco, aria, acqua, terra fra odio e amore e una città sotterranea.
Palermo - Oggi pomeriggio alle ore 17 nella Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile sarà presentato il disco "SINCRONIE" del gruppo Progetto Musica diretto dal maestro Giuseppe Cataldo, edito dal Centro Reinhardt. Di seguito pubblichiamo alcuni brani di un articolo di presentazione di Paolo Emilio Carapezza stampato sulla copertina del disco.
"Così tanti compositori di valore a Palermo non c'erano forse neppure nel secolo d'oro del rinascimento e del primo barocco, quand'era capitale del Regno di Sicilia, splendida di monumenti sontuosi.
Opere novissime, composte tra la primavera del 1986 e l'estate del 1997, di cinque di essi sono qui raccolte: a cura di uno di loro, Giuseppe Cataldo, percussionista virtuoso, direttore dell'ensemble strumentale, e persino regista e ingegnere del suono di questa registrazione.
Proprio l'eccellenza di Cataldo come percussionista ha determinato il comun denominatore dei pezzi qui raccolti: il privilegio di marimba e vibrafono nei primi tre, di più pesanti percussioni negli altri due.
Così i cinque pezzi si collegano come cinque atti di un dramma cosmico, o cinque canti di un poema sonoro urbanistico; si situano infatti uno per ciascuno nei quattro elementi primordiali, individuati e ordinati dal più antico musico-filosofo siciliano, Empedocle agrigentino: fuoco, aria, acqua, terra, uniti dall'amore, separati dall'odio.
Il quinto infine è sotterraneo, sismico e ctonio." (P. Emilio Carapezza)
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