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| Data:
| 02.05.2005 23:19:39 | Nome:
| Giovanni Caruso |
| | | Messaggio: |
Caro Maestro, ho trovato per caso il suo sito navigando in internet, ne ho anche apprezzato la grafica e la realizzazione nel suo complesso. Come mai non pensa di pubblicizzarlo maggiormente? L'ho trovato anche un utile strumento di consultazione in riferimento all'attività artistica dell'Orchestra Sinfonica Siciliana nel periodo in cui Lei ha ricoperto l'incarico di direttore artistico. Ed è questa la ragione per cui ho deciso di inviarle questa mail, sono un appassionato di musica classica e, pur non essendo un abbonato, da lungo tempo ormai seguo le stagioni sinfoniche dell'Orchestra. Non le sarà sfuggita la situazione drammaticamente grave, sia dal punto di vista economico che artistico, in cui è precipitata l'Orchestra, e di cui, forse, ciò che arriva attraverso la stampa è solo la punta dell'iceberg. La mia domanda è questa: come mai non ha ritenuto di intervenire con un suo pensiero, un'idea, un suggerimento, magari anche solo per manifestare quell'attaccamento all'Orchestra che mi appariva evidente durante il suo mandato di direttore artistico? Mi creda, la mia non vuole essere una provocazione. Soltanto mi sembra deprimente assistere al disfacimento di una Istituzione storica e prestigiosa, e riterrei auspicabile che qualcuno desse vita ad un forum, un tavolo di discussione per trovare delle soluzioni di recupero. Penso che lei potrebbe fornire un prezioso contributo. Un cordiale saluto, Giovanni Caruso | | |
| Data:
| 02.05.2005 23:55:43 | Nome:
| Giuseppe Cataldo risponde a Giovanni Caruso |
| | | Messaggio: |
Gentile Signor Giovanni,
mi dispiace non averlo fatto prima, ma, come ebbi modo di anticiparle in una precedente e-mail, soltanto adesso ho il tempo di rispondere con una certa calma alle sue domande.
Intanto mi fa piacere che il mio nuovo sito sia di suo gradimento.
In quanto ad una maggiore diffusione dello stesso è una delle cose che mi riprometto di fare al più presto. Grazie comunque per il suggerimento.
Caro signor Giovanni, certo che non mi è sfuggita la situazione drammatica che attraversa la Sinfonica Siciliana, ma se proprio vuol sapere il mio pensiero devo dirle che non vedo vie d’uscita.
Ho il fermo convincimento che si tratti di una crisi irreversibile, perché, come ho avuto già modo di dichiarare a mezzo stampa ed in via riservata al Presidenti dell’ARS, On. Guido Lo Porto, della Regione Sicilia, On. Salvatore Cuffaro ed all’Assessore Reg. al Turismo, On. Francesco Cascio, il vero problema è che in ampi settori della Istituzione Orchestra Sinfonica Siciliana si è diffuso e sviluppato oltre ogni misura il germe del degrado morale e professionale, ed ha radici assai lontane nel tempo. A questo si aggiunge lo scontro di potere, in atto ormai da lungo tempo, fra sindacati e chiunque osi mettere in discussione il loro strapotere, seppur abilmente mascherato da un giusto interessamento ad una storica Istituzione in cui, però, a far da padrone è ormai un coacervo di intrighi e di interessi personali di basso profilo a cui da sempre ed in prima persona mi sono opposto.
Però, se mi è consentito signor Giovanni, giacché nella sua lettera lei fa riferimento ad un mio “particolare” legame affettivo (nei riguardi dell’Istituzione di cui sopra) del tutto evidente durante il mio mandato di direttore artistico e che io considero un complimento per il quale la ringrazio, mi permetta di farle osservare che all’epoca delle ben note contestazioni che caratterizzarono la fine del mio mandato, un solo segno di solidarietà da parte di quel pubblico per il quale ho sempre avuto il massimo rispetto e di cui anche lei fa parte mi avrebbe forse ripagato degli sforzi profusi per riportare una storica Istituzione a situazioni correnti ed in parte attenuato l’amarezza per attacchi ingiustificati e pretestuosi rivolti alla mia persona.
Detto ciò, signor Giovanni,mi corre l’obbligo di ricordare che nel corso della stagione concertistica precedente il mio insediamento il pubblico in sala era in media di 80/100 presenze per singolo concerto. Inoltre al momento del mio insediamento trovavo un Ente la cui gestione amministrativa ed organizzativa appariva già al collasso, inadeguata a supportare la mole di attività artistica necessaria per accedere all’indispensabile contributo ministeriale ed un’Orchestra allo sbando totale, demotivata oltre ogni limite e in uno stato di acuto degrado morale e professionale. Tutto ciò era, a mio parere, parte di una eredità, di un nefasto lascito cui non poco aveva contribuito un consiglio direttivo, antecedente il mio insediamento, che per quasi un lustro si era reso protagonista delle strategie dell’Ente oggi Fondazione. “A poco valgono” una tournée, un festival Webern o l’integrale di Varese se tutto ciò lascia macerie sparse un po’ ovunque, produce la desertificazione delle platee ed un ingiustificato spreco di danaro pubblico gestito in una sorta di compiacimento elitario fine a se stesso.
Oggi quello che trovo più sconcertante, anche se non sorprendente, è il silenzio dei soliti “Santoni” sempre pronti a pontificare su tutto e tutti, di certi “GURU” della cultura palermitana e dintorni, di quanti, sedicenti intellettuali, hanno da tempo sacrificato l'onestà intellettuale sull’altare degli interessi di bottega.
“La catastrofe Cataldo”! Così qualcuno di questi “GURU” definì la mia direzione artistica.
Ovviamente, malafede e insinuazioni calunniose riversate sulla mia persona con pervicacia animalesca, rimasero tali, ma certo errori ne commisi e mi permetto di stilarne un breve elenco:
1) avere riportato l’Orchestra ad una prassi esecutiva di grande Repertorio, con conseguente rivalutazione delle singole professionalità e dell’intera compagine in termini di ripresa di un’identità stilistica fondata sull’affinamento delle caratteristiche tecniche più che sulla prevalenza di scelte programmatiche legate a “Periodi” o “Correnti”;
2) aver ricostruito sin dal primo momento, e via via consolidato nel tempo, quel naturale ed indispensabile rapporto fiduciario fra l’Orchestra ed il suo pubblico quale elemento fondamentale perché fra queste due entità non si verifichi scollamento o disaffezione anche davanti a scelte programmatiche artisticamente “difficili” o “poco rassicuranti” per l’ascoltatore meno pronto ad intrapprendere nuovi percorsi sonori. Esempio emblematico di ciò era l’uso e abuso che in passato si era fatto nella programmazione di tanta musica definita, forse troppo approssivamente, “Contemporanea” e che aveva finito per decimare il pubblico della Sinfonica;
3) avere riportato, quindi, (con il proposito di cui al punto 1: prassi esecutiva) il pubblico a teatro e al naturale incontro con la propria orchestra; acquisito nuovo pubblico aprendo ai giovani con iniziative mirate; “educato”, con una programmazione colta ma, appunto, più formativa, il nuovo pubblico sì da aprire progressivamente e con metodo a qualsivoglia tipologia programmatoria.
4) Avere contribuito personalmente a dotare l’Orchestra di una sede adeguata. Il pur dignitoso “Golden” non era – per comune condivisione – in nessun modo definibile, sia per condizioni logistiche che per quelle acustiche e strumentali, quale sede adeguata al ruolo che un’orchestra sinfonica ha la necessità di ricoprire;
5) aver registrato sin dalla mia prima stagione concertistica un incremento dell’800% del pubblico effettivamente presente in teatro - si consideri che spesso appena il 10 o 20% viene magnificato come un grande successo – e sottolineo “pubblico effettivamente presente in teatro” per distinguerlo da quello dichiarato, spesso fittiziamente, ricorrendo ad espedienti vari: biglietti, tessere e abbonamenti omaggio;
6) avere introdotto le più importanti innovazioni che ad oggi l’Istituzione può vantare: ufficio stampa e marketing, servizi hostess per l’accoglienza, l’archivio audio-video, unitamente al conseguimento di risultati artistici di rilievo come la partecipazione al Festival Internazionale di Ravello, progetti speciali con Dionne Warwick, Arturo Sandoval, Enrico Intra e Stagioni concertistiche caratterizzate nella loro ragion d’essere, oltre che, dalla presenza e dal ritorno di direttori e solisti di fama internazionale, da un percorso artistico e linee programmatiche stilisticamente unitarie.
Se tali risultati poterono rappresentare già di per se un notevole successo per tutti i dipendenti dell’Istituzione, lo furono sicuramente anche per lo scrivente per avervi contribuito in prima persona, sia attraverso atti formali (voglio ricordare, ad esempio, la lettera da me inviata al Sindaco Leoluca Orlando il 21 settembre 1998, cioè ad appena un mese dal mio insediamento, nella quale, con una accorata richiesta, auspicavo l’avvio ufficiale delle procedure per riportare la Sinfonica Siciliana al Politeama Garibaldi), sia attraverso quella programmazione che s'è rivelata alquanto equilibrata nei ritmi propositivi e nel dosaggio degli eventi.
Cos'altro posso dirle Giovanni, l'attuale gestione artistica è riuscita in un solo anno e mezzo a distruggere ciò che avevo costruito. Forse lei farebbe bene a rivolgere all'attuale direzione artistica alcune delle sue preoccupazioni sul futuro dell'Istituzione e chiedere spiegazioni del disastro a cui lei sta assistendo. Caro Signor Giovanni, spero di essere stato chiaro ed esaustivo, è stato un piacere ricevere la sua lettera e consideri sempre aperta questa finestra di dialogo. Un cordiale saluto, Giuseppe Cataldo.
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| Data:
| 30.01.2007 20:48:07 | Nome:
| Alessandro Savona |
| | | Messaggio: |
caro Maestro il suo è proprio un bel sito; ci sono molte notizie, fatto veramente bene. Non ho però letto nulla (e cercavo quello) riguardo al suo trascorso di batterista ...! Comunque complimenti! P.S. In frak e farfallino bianco sta proprio bene!!! A presto, Alessandro Savona | | |
| Data:
| 04.01.2009 04:20:55 | Nome:
| Giuseppe Cataldo risponde ad Alessandro Savona |
| | | Messaggio: |
Caro Alessandro mi dispiace non avere potuto rispondere prima al tuo messaggio, ma un problema tecnico ha reso inutilizzabile per quasi un anno la sezione "Foyer" del mio sito. Il tuo è uno dei pochi messaggi che è stato possibile recuperare. Alessandro, mi fa piacere che il sito ti sia piaciuto e soprattutto mi fa piacere l'attenzione dei miei ex allievi di percussione circa la mia attività artistica. Non è del tutto vero che non ci siano riferimenti ai miei trascorsi di batterista jazz: c'è qualcosa nella sezione "discografia". Un caro saluto, a presto, il Maestro | | |
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