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Giornale di Sicilia martedì 31 Maggio 1988
Si presenta oggi "SINCRONIE" disco di Giuseppe Cataldo
Cinque immagini in musica, protagonista la Sicilia. I brani si collegano tra
loro come atti di un dramma cosmico. Fuoco, aria, acqua,
terra fra odio e amore e una città sotterranea
Palermo - Oggi pomeriggio alle ore 17 nella Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile sarà presentato il disco "SINCRONIE" del gruppo Progetto Musica diretto dal maestro Giuseppe Cataldo, edito dal Centro Reinhardt. Di seguito pubblichiamo alcuni brani di un articolo di presentazione di Paolo Emilio Carapezza stampato sulla copertina del disco.
"Così tanti compositori di valore a Palermo non c'erano forse neppure nel secolo d'oro del rinascimento e del primo barocco, quand'era capitale del Regno di Sicilia, splendida di monumenti sontuosi.
Opere novissime, composte tra la primavera del 1986 e l'estate del 1997, di cinque di essi sono qui raccolte: a cura di uno di loro, Giuseppe Cataldo, percussionista virtuoso, direttore dell'ensemble strumentale, e persino regista e ingegnere del suono di questa registrazione.
Proprio l'eccellenza di Cataldo come percussionista ha determinato il comun denominatore dei pezzi qui raccolti: il privilegio di marimba e vibrafono nei primi tre, di più pesanti percussioni negli altri due.
Così i cinque pezzi si collegano come cinque atti di un dramma cosmico, o cinque canti di un poema sonoro urbanistico; si situano infatti uno per ciascuno nei quattro elementi primordiali, individuati e ordinati dal più antico musico-filosofo siciliano, Empedocle agrigentino: fuoco, aria, acqua, terra, uniti dall'amore, separati dall'odio. Il quinto infine è sotterraneo, sismico e tonico.
P. Emilio Carapezza
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MUSICA JAZZ del Giugno 1988
Rassegna mensile d'informazione e critica musicale
"Picture number one" di Giuseppe Cataldo & Giuseppe Costa
Credo che la forza di questo disco, ed è una non trascurabile forza, non risieda negli assoli, bensì nella scrittura. Se si volesse trovare ad ogni costo un termine di paragone bisognerebbe fare un solo nome: Horace Silver. Anche se la musica è sensibilmente diversa, l'invenzione melodica di Cataldo & Costa è altrettanto immediata, ricca di sapori e vivacissima. Spiccano, in questo senso, lo scattante brano d'apertura composto da Cataldo e la "B" Suite scritta da Bonafede e la cui apertura, modulata su un ostinato plafond del contrabbasso e della batteria, lancia i fiati ad altissimo livello.
Il binomio palermitano, dunque, entra ufficialmente nella scena del jazz con una prova eccellente. Tra l'altro è ben difficile trovare un settetto in grado di aver lo stesso impatto di una big band.
Giuseppe Piacentino |
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MUSICA JAZZ del Maggio 1991
Rassegna mensile d'informazione e critica musicale
"Picture Number two" di Giuseppe Cataldo e Giuseppe Costa
A due anni dal notevole "Picture Number One", Giuseppe Cataldo e Giuseppe Costa confermano di essere un sodalizio tra i più importanti nell'odierno jazz italiano. Tutto in questo nuovo disco marcia alla perfezione, anche perché i due musicisti palermitani sono dei perfezionisti in quel che concerne il lavoro preparatorio. Le composizioni hanno una evidente coerenza interna, a cominciare da Valeria Song, una ballad che per logica e contabilità parrebbe concepita da un Benny Golson.
Gli arrangiamenti investono una certa complessità di disegno, per stabilire incroci e impasti di chiara vitalità. Stavolta, inoltre, si è rivelata importante la scelta dei musicisti: Cataldo e Costa sono andati a Roma e hanno reclutato alcuni tra i più personali solisti oggi in circolazione, il che ha contribuito ad incrementare la mobilità d'assieme. Ne è un esempio il brano Fast Food, che si apre su un singolare duetto di tromboni, evolve verso una specie di Salt Peanuts anni Novanta e finalmente spicca il volo verso lo swing più atletico.
In generale si tratta di un jazz senza aggettivi, che assorbe le più disparate esperienze (da Gil Evans ai Jazz Messengers) per arrivare peraltro ad un quadro molto omogeneo.
Giuseppe Piacentino |
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